Cucciolo in arrivo! (parte 1)

Ebbene sì amici. Per quanto mi riguarda, una delle emozioni più grandi della vita. Per un cinofilo, l’arrivo del cucciolo a casa scalda il cuore di gioia! Che si tratti di un cane di razza preso in allevamento, di un meticcio che arriva da un privato o di un trovatello recuperato dal canile, la routine è per tutti la stessa: prepara casa, compra l’occorrente, togli di mezzo tutto ciò che di prezioso potrebbe sciupare, elimina i pericoli, metti in allerta tutta la famiglia.

Partiamo dall’inizio: la scelta. Questo è un argomento talmente importante che diventa obbligatorio trattarlo a parte. Facciamo finta per un attimo di averne già parlato! Ho scelto il mio cucciolo e arriva il giorno in cui devo portarlo a casa. Quali sono le cose più importanti alle quali devo pensare?

L’OCCORRENTE:

  1. Collare (o pettorina). E già qui potrebbe partire il primo scontro tra i simpatizzanti della pettorina e i sostenitori convinti del collare! Come avrete capito se mi leggete fin dall’inizio, io detesto chiunque sia convinto di sciorinare verità assolute e indiscutibili valide per tutti i cani e padroni! Ci sono razze (e cani) più idonee per la pettorina e razze (e cani) più idonee per il collare. Non sapete di chi fidarvi? Provateli entrambi! Una piccola doppia spesa non ha mai rovinato nessun proprietario e nulla vi vieta di alternarli.
  2. Guinzaglio. Cosa avevo scritto poche righe sopra? Che odio i dogmi?? Bè, mi rimangio tutto subito! No, vi prego, NO il guinzaglio cosiddetto flexi! Intanto, è illegale (qui in regione Toscana un guinzaglio a norma non può superare 1,5 mt. Diversa è la questione lunghina ma ne parliamo dopo); inoltre, non riuscirete mai e poi ad insegnare al cane (e nemmeno riuscirà ad impararlo da sé) la gestione della prossemica, ovvero la scelta e il conseguente utilizzo delle distanze tra lui e il resto dell’ambiente (questione fondamentale per quanto riguarda la sfera psico-emotiva del cane). Ultima cosa, non ho mai e sottolineo MAI conosciuto un cane in vita mia che – abituato al flexi – non tirasse terribilmente! Vi sembrano pochi 3 motivi?
  3. Lunghina. Siete mai stati a cavallo? Se sì, lo sapete già. La lunghina è semplicemente il “guinzaglio” del cavallo. Di solito, quelle che si comprano per il cane, misurano circa 6 metri, ma nulla vi vieta di costruirvela da soli di corda o materiale analogo della lunghezza che volete, è sufficiente realizzare un cappio su una cima (quella che terrete in mano) e inserire un moschettone sull’altra (quella che attaccherete al collare del cane). Sì, lo so cosa state pensando…”Hai appena scritto che il flexi è illegale e ci consigli di utilizzare la lunghina??” Proprio così, per due motivi: intanto quest’ultima ha una lunghezza tale che davvero per il cane è quasi come essere in libertà. Immaginate un cane con gravi problemi di aggressività, intra o inter specifica e che – di conseguenza – non può essere mai lasciato libero! Con questo strumento può fare quasi la vita di un cane normale. Secondo motivo: la lunghina si arrotola intorno al braccio tipo lazo, basta avere un briciolo di manualità (naturale o acquisita) per gestirla. Il flexi è automatico, si attiva tramite leva e se il cane tira, accorciarlo per farlo tornare indietro è davvero impossibile!
  4. Ciotole (2). Una per l’acqua e una per il cibo, proporzionate alla stazza del cane. Vi consiglio anche l’alza ciotole se avete cani di taglia grande o gigante. Acciaio o metallo perché durano di più e se si lavano in lavastoviglie, sono meno facilmente soggette a rotture (e di conseguenza più igieniche, visto che nelle spaccature si possono depositare germi e batteri).
  5. Porta sacchetti ( e i relativi sacchetti) per i bisogni. Non c’è davvero bisogno che vi dica che se siete delle persone civili ed educate DOVETE assolutamente raccogliere le deiezioni dei vostri cani, per non farci passare sempre per i soliti italiani cafoni e maleducati, veeeeeeero?!?!
  6. Cuccia. Mettiamola così: un cane felice sta dove sta il suo proprietario! E su questo concetto non torno indietro, né ora, né mai. Detto ciò, un cane che vive in una casa con giardino, oltre al suo spazio in casa, dovrebbe avere un rifugio all’esterno a lui dedicato . Ormai si trova veramente di tutto, dalla classica cuccia in legno recuperata dai listelli della vecchia staccionata, fino al capolavoro di stile e design (personalmente, mi sono innamorata delle cucce di lusso di Pet House Design…sono a dir poco stupende!). La cosa veramente essenziale è che sia adeguata alla taglia del cane, pulita, accogliente e con una temperatura interna tale da mantenere sempre il cane in una condizione di benessere. Dunque NO a Gennaio se vivete in montagna senza le lampade riscaldanti e NO ad agosto sotto il sole cocente di mezzogiorno! Per quanto invece riguarda la cuccia in casa, io sono una grande fan delle vasche di plastica dura da accessoriare con coperte e cuscini. Decisamente molto più semplici da igienizzare rispetto a quelle tutte di stoffa! L’esterno può essere disinfettato con una spugna e il rivestimento lavato a parte in lavatrice…meglio di così! E se il cane vi mangia la parte in stoffa, sarà sufficiente escluderla.
  7. Kennel. Morbido, duro, rigido, pieghevole, di ferro o in plastica, a maglie larghe o strette, insomma: ce n’è per tutti i gusti! Personalmente, ho scoperto questo oggetto solo in seguito alla laurea. Ho sempre avuto cani di taglia medio-enorme e non li ho mai portati un granché in giro, da buona scugnizza cresciuta nel verde della campagna. Quando poi ho iniziato a frequentare il mondo cinofilo delle gare e delle esposizioni, ho scoperto l’incredibile praticità e funzionalità di questo attrezzo. Non è semplicissimo abituarvici il cane: molti proprietari fanno l’errore di utilizzarlo a mo’ di punizione (“sei stato tu a fare questo malestro??!! Fila a cuccia nel kenneeeeeeeel!!!”), l’inevitabile conseguenza è che il cane molto velocemente assocerà l’oggetto ad un qualcosa di spiacevole e dunque col cavolo che ci vorrà tornare dentro! Meglio sarebbe invece tenerlo fin da subito in casa, aperto, con dentro una morbida coperta, farci mangiare il cane, farcelo giocare…portarlo in auto, al supermercato nel carrello, nei mezzi pubblici…nell’arco di pochissimo tempo il kennel diventerà una vera e propria tana per il cane, un luogo dal quale lui può osservare il mondo esterno accanto al suo padrone, sentendosi completamente al sicuro!
  8. Gioco (o giochi). Dobbiamo ufficialmente farcene tutti una ragione: non tutti i cani amano giocare con gli oggetti! Il mio Obelix – per esempio – li snobba completamente: al limite può accettare il gioco corporeo (ma giusto per farmi un piacere), l’acchiappino con mia figlia (ma giusto per farle un piacere), ma niente e poi niente sarà mai divertente per lui come l’acqua…eh bè, c’è poco da fare, è un terranova! Ci sono però cani che adorano i giochi tira&molla con la corda, che si divertono a mordicchiare e rincorrere le palline, che apprezzano tantissimo i peluche o i riportelli in stoffa o plastica. E perché non dovremmo assecondarli?!
  9. Mangime e premietti. Sinceramente non ho motivo per consigliarvi un mangime diverso da quello pronto, secco o umido che sia. Stento a credere che qualcuno di noi abbia tanto tempo e voglia da mettersi a realizzare personalmente la dieta per il proprio cane! A me figuratevi fa fatica anche far da mangiare per me stessa…La realtà è che per garantire tutti i fabbisogni necessari al nostro cane, il lavoro sarebbe veramente lungo: diffidate di chi vi dice “ah, io gli do maiale e patate e stà alla grande!”. Non ho dubbi che stia alla grande, ma chi vi dice che le proteine sono sufficienti? Che i sali minerali vanno bene? Che le fibre sono digeribili? Che le calorie sono troppe o troppo poche? Risposta: nessuno! La dieta ve l’ha fatta un medico veterinario esperto in alimentazione? Ok mi fido allora, ma nessuno mi toglie dalla testa che per un proprietario medio che lavora e che ha una famiglia, realizzare personalmente il cibo per il proprio cane è davvero una schiavitù. Come fate se andate in vacanza? E se vi ammalate? E se siete costretti ad andare via qualche giorno per lavoro? Volete mettere la praticità di aprire un sacchetto e mettere la dose su una bilancia? Voilà, già fatto! Scusatemi, ma su questo concetto difficilmente mi convincerete del contrario. E vi prego, non mi dite che tutti i mangimi sono uguali, che sono industriali e fanno schifo perché sono fatti con gli avanzi delle carni destinate agli umani, perché non credo nemmeno a questo: siamo nel 2019 ed esistono davvero tante di quelle aziende italiane, straniere, mini, maxi, biologiche, grain free, 100% naturali…e potrei continuare con questa lista veramente a lungo! Se avete preso un cane di razza, non vedo motivo per non proseguire con il mangime che vi ha dato l’allevatore (a meno che non sia veramente stracarico di proteine come talvolta consigliano gli allevatori di cani di linee da lavoro, allora meglio alleggerire, altrimenti a 1 anno gli esplodono i reni povera creatura!) e se invece l’avete preso in canile o da un privato, basta avere un po’ di pazienza e trovare la ditta giusta! Da cosa lo vedete? Il cane accetta il cibo già solo annusandolo, mangia volentieri, non vomita, le feci sono di giusto colore, consistenza e quantità, beve acqua ma non eccessivamente (se il mangime è secco, è normale che beva di più che con quello umido), il pelo è bello lucido, non ha la forfora e non gli puzza l’alito. Stesso discorso per i premetti: scegliete qualcosa di piccolo (soprattutto se avete un cane che tende ad ingrassare) e di particolarmente gradito, possibilmente della stessa marca del mangime e non esageratamente calorico! Non siete assolutamente convinti? A volte basta un minuscolo pezzetto di würstel per fare contento un cane che sta lavorando, provare per credere!

Dite la verità…vi ho fatto venire voglia di protendere un cane anche solo per poter fare tutto lo shopping che c’è dietro?! Bè, non era assolutamente mia intenzione, devo aver sbagliato qualcosa! 😀 Ovviamente sto scherzando, questa lista deve solo servire come vademecum indicativo da spuntare quando stiamo affrontando la trepidante attesa dell’arrivo del cucciolo! Rimandiamo al prossimo articolo l’arrivo vero e proprio…nella parte 2 descriverò come gestire la sua presenza in casa, nella parte 3 le uscite in esterna. Stay tuned!

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