Le 10 più comuni leggende metropolitane sul cane

Le 10 più comuni leggende metropolitane sul cane

Sono tante e diffuse le leggende metropolitane sul cane. Alcune tramandate secondo vecchie credenze, altre tratte da film e racconti o semplicemente inventate di sana pianta. Il problema nasce nel momento in cui diventano tessuto integrante della nostra cultura e in seguito trasmesse a mo’ di dogmi al pari di un trattato scientifico. Vediamo di sfatare (e spiegare) le più comuni!

1. Mi ha detto il mio meccanico che ha dovuto sopprimere il suo Dobermann perché compiuti 7 anni il cervello era cresciuto mentre la scatola cranica no, dunque il cane è impazzito!

FALSO. A me, cresciuta nel mito di “Sentinella”, il Dobermann che faceva le bolle con il chewing gum nel simpatico film cult C’era un castello con 40 cani, questa storia ha sempre fatto un’enorme tristezza. Non c’è nemmeno un briciolo di verità in questa leggenda. L’aspetto morfologico di questa razza (peraltro, fortemente voluto e selezionato dall’uomo) – testa piccola, orecchie dritte (fino a quando la legge ha consentito il taglio) e corpo longilineo – ha senz’altro favorito la credenza. Il problema è che alcuni cani sono stati davvero abbandonati o peggio soppressi grazie a questa vergognosa scusa.

2. Il naso del mio cane è asciutto, temo che si senta male.

FALSO. Mi soffermerò poco su quest’argomento perché non essendo un Medico non amo dare consigli in questo ambito. Questa leggenda nasce a causa dei segni clinici della malattia del cimurro ed è stata velocemente generalizzata in senso ampio. In realtà i motivi per cui il cane può avere il naso asciutto sono davvero molteplici (temperatura, predisposizione di razza, livello di umidità nell’aria, etc.), prima di farvi prendere inutilmente dal panico contattate il vostro Veterinario di fiducia.

3. I cani maschi dopo la castrazione cambiano carattere e “si rammolliscono”.

DIPENDE. Questo genere di leggenda è di quelli che mi fanno più arrabbiare, in quanto si banalizzano argomenti che sono quotidianamente oggetto di studio da parte di molteplici ricercatori. In realtà ad oggi quello che sappiamo sugli esiti della castrazione riguarda solo i maschi e denota – nei castrati – soltanto una diminuzione del comportamento esplorativo e delle fughe (intuibile, visto che perdono interesse nella ricerca di una femmina) e una diminuzione delle marcature territoriali attraverso la minzione. Nessun tipo di dato riguardante il cambiamento del carattere è mai stato evidenziato (visto anche la difficoltà di registrare un dato così poco oggettivo). Molti proprietari raccontano di cani più calmi a seguito dalla castrazione, ma soprattutto quando questa avviene in tarda età come distinguere l’esito dell’operazione dal naturale cambiamento caratteriale dovuto all’età anagrafica? Se l’obiettivo è abbassare il livello di testosterone la castrazione è la strada giusta, ma prima accertatevi che sia il vero motivo del comportamento indesiderato.

4. Le cagne femmine DEVONO fare i cuccioli almeno una volta nella vita.

FALSO. Agghiacciante. Quando sento queste affermazioni mi sanguinano le orecchie. Ecco spiegato uno dei motivi per cui i canili sono sempre al completo. La sterilizzazione non fa male, non è pericolosa e soprattutto è un’operazione di routine che vi permetterà di vivere serenamente insieme alla vostra cagna senza che trascorriate 15 giorni di terrore due volte all’anno, soprattutto se è una meticcia i cui cuccioli sarebbero difficilissimi da piazzare. Basta con questa storia che la sterilizzazione è contro natura: anche il botulino negli zigomi lo è ma guardando la televisione non sembra un motivo sufficientemente valido per non farne largo uso!

5. Quel cane scondinzola, dunque è SICURAMENTE felice!

DIPENDE. Il cane felice è universalmente rappresentato scodinzolante, ma uno studio italiano relativamente recente (2013) ha dimostrato come gli stimoli positivi (ad esempio la vista del padrone), associati ad una maggior attivazione dell’emisfero sinistro, provocano un movimento della coda dal centro verso destra e ritorno; viceversa, stimoli nuovi e potenzialmente stressanti (come un cane sconosciuto in arrivo con atteggiamento aggressivo) sono elaborati dall’emisfero destro e quindi lo scodinzolio si dirige verso sinistra. Impariamo a conoscere i nostri cani mettendo da parte i pregiudizi e contestualizzando ogni differente situazione.

Per approfondire l’argomento: “Vedere uno scodinzolio verso destra o verso sinistra produce differenti risposte emotive nei cani» («Seeing Left – or Right – Asymmetric Tail Wagging Produces Different Emotional Responses in Dogs»), condotto da un gruppo di ricercatori guidati dal professor Giorgio Vallortigara del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento (Marcello Siniscalchi, Rita Lusito e Angelo Quaranta dell’Università di Bari).

6. Ho comprato una casa con giardino, finalmente posso prendere un cane senza la necessità di portarlo fuori a passeggio.

VERO. Lo scrivo a malincuore, perché effettivamente è così: i cani si adattano (quasi) sempre allo stile dei vita dei loro proprietari. Se però andiamo ad analizzare i loro bisogni fisiologici senza pregiudizi, diventa difficile accettare che un cane possa esprimere tutta la sua esigenza esplorativa confinato nel giardino di casa (a meno che non si tratti di ettari su ettari di terreno). Anche un cane che ha a disposizione molto spazio rurale necessita comunque di un’abituazione alla vita urbana, per non diventare un asociale fobico e per non sviluppare un attaccamento morboso nei confronti del giardino di casa.

7. Ho brontolato il mio cane e lui di tutta risposta si è vendicato distruggendomi il cuscino del divano.

FALSO. I cani non fanno “gli spregi”. Il desiderio di vendetta è tipicamente umano, non fa parte del loro repertorio comportamentale. Quando il cane esprime un comportamento indesiderato lo fa quasi sempre per comunicarci un disagio, per una nostra incapacità di comprendere ciò che lui sta cercando di comunicarci o talvolta anche perché l’ha appreso (potremmo anche essere stati noi a rinforzare un determinato suo comportamento involontariamente). Tutto questo porta ad un conflitto interno che può trovare sfogo manifestandosi sotto forma di atteggiamenti somiglianti a “vendette”.

8. Do al mio cane gli avanzi del mio cibo. Se non fa male a me perché dovrebbe far male a lui?

FALSO. Per un motivo semplicissimo: il cane non è umano e noi umani non siamo cani. Siamo due specie diverse e il fatto che viviamo insieme ormai da migliaia di anni, non significa che i nostri apparati digerenti si siano uniformati. Il cane – per sua conformazione – ottimizza la digestione mangiando sempre le stesse cose, esattamente il contrario di noi che per stare bene abbiamo bisogno di variare.

9. Il mio cane ha fatto la pipì in casa, al mio rientro l’ho sgridato strofinandogli il naso sull’urina, così vedrai che la prossima volta ci pensa due volte prima di rifarcela!

FALSO. Oltre ad essere una pratica barbara e umiliante, la posizione a postumi non serve assolutamente a niente, qualsiasi essa sia. Il cane – passati pochi secondi – non è più in grado di collegare i due eventi e anche in questo caso prima di tutto dovremmo chiederci “perché l’ha fatto?”. Oltre a questo, la letteratura moderna consiglia di pulire senza farsi vedere dal cane (per evitare di sottolineare e dunque dare peso all’accaduto) e di non utilizzare detergenti a base di ammoniaca (candeggina, varichina, etc.) i quali fissano addirittura l’odore invece dii cancellarlo.

10. Il mio cane diventa cattivo quando si avvicinano altri cani perché mi vuole proteggere.

DIPENDE. Chiariamo una questione: i cani non sono eroi e non sono angeli custodi, sono cani. Punto. Anche se ci piace pensare che i nostri fedeli compagni a 4 zampe darebbero la loro vita per noi, non è assolutamente detto che sia questa la causa del comportamento aggressivo. Talvolta il cane riconosce il proprietario come una risorsa da difendere, ma per principio etologico più che affettivo. Molto più spesso è la presenza del proprietario a far sentire il cane più forte e coraggioso, soprattutto se già in passato egli si è messo nel mezzo per separare il suo cane in una rissa. Ciò che il cane ha imparato è proprio “tanto se la situazione si mette male, lui si mette nel mezzo e mi porta via” e per questo motivo potrebbe mostrare un comportamento offensivo. Sì, avete capito bene, sono un po’ vigliacchi anche loro. Fatevene una ragione!

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