Anche i cani “divorziano”

Anche i cani “divorziano”

C’è un argomento di cui si parla poco, quello dell’aggressività. O meglio, si parla di quel tipo di aggressività palese, manifesta, straboccante, quella per intendersi che fa vendere tanti giornali.

Non si parla quasi mai di aggressività intraspecifica, ovvero quella tra animali della stessa specie, in questo caso tra cani. Come tante volte ho sottolineato, il proprietario difficilmente ammette di avere un cane “problematico”, segnali di agitazione vengono quasi sempre giustificati con “vuole sole giocare” (a volte è vero eh!) e – nella migliore (si fa per dire) delle ipotesi – si tenta di risolvere con l’adozione di un altro cane “così almeno si calma”.

E qui vi ci voglio. Ebbene sì, abbiamo parlato anche di questo. Ci resta difficile accettarlo, ma non tutti i cani hanno piacere di condividere la loro vita con altri cani. Ma allora…tutte le teorie sul branco che fine fanno?! Eh no, signori miei, così sarebbe troppo facile: nel branco ci si nasce, il branco coincide con la famiglia. Questa è una delle poche cose di cui – dopo trent’anni di studi comparativi tra il lupo selvatico e quello in cattività – siamo certi. Possiamo dunque affermare con certezza che nella stragrande maggioranza delle volte in cui due lupi litigano ferocemente è perché non appartengono allo stesso branco, oppure vi si ritrovano coattamente grazie a una scelta del Signor lo-so-io-cos’è-meglio-per-voi uomo.

Dunque, ricapitolando: mettiamo il caso che io abbia un cane e ne desidero un altro, giusta o sbagliata che sia questa scelta. Che faccio? Mi reco al canile. Qui trovo una gentilissima Signora che con fare materno, dolce e affettuoso (ovviamente non verso di me ma verso i cani), mi mostra alcuni ospiti che ritiene essere compatibili. La mia attenzione cade su il simpatico cucciolone Fuffi, futura taglia medio-grande/piccola/mezzo e mezzo/forse gigante, maschio, 6 mesi, assolutamente compatibile con altri maschi. Ohibò, è il mio!

Affronto il percorso di inserimento a casa, mi impegno a castrarlo nei tempi prestabiliti con la struttura, firmo le scartoffie, lascio i recapiti e Fuffi è ufficialmente mio. Il mio Fido è un po’ perplesso, dapprima lo guarda, ogni tanto si avvicina, piano piano il ghiaccio si scioglie e diventano quasi amici. Questo per circa 6-8 mesi. Nel frattempo, Fuffi cresce e diventa un bel canotto ruspante e giocherellone.

Un giorno, avviene una cosa che mi lascia senza parole. Mi disarma nel vero senso della parola! Sono in salotto con Fido e Fuffi, svolgo i miei lavori casalinghi, mi rilasso sul divano, mi alzo per farmi un tè. Fido si avvicina, chiede due coccole e torna verso la sua cuccia, accanto a Fuffi. Sono distratta, forse c’è la ciotola o un gioco, forse sono io che mi sono avvicinata senza accorgermene innescando qualcosa, fatto stà che avviene l’impensabile: i due cani si azzuffano violentemente, restano attaccati diversi secondi. Io urlo, non so cosa fare, dopo un po’ si fermano, si allontanano leggermente e io con un escamotage riesco a separarli.

E adesso che faccio? Sarà un evento sporadico? Accadrà di nuovo? Come posso gestire la situazione? A chi mi rivolgo?

Questa storia è frutto della mia fantasia, nomi, fatti e persone sono puramente casuali. Purtroppo però di storie simili a questa ne sento tutti i giorni, personalmente o raccontate dai miei colleghi.

  • Conosco un ragazzo che ha dovuto costruire due recinti in giardino: uno per un cane, uno per l’altro, affinché non s’incontrassero mai;
  • Conosco una coppia che il giardino non ce l’ha e vive da separati in casa: uno con un cane, uno con l’altro, una porta non si apre mai fino a quando non è chiusa l’altra. Come nelle carceri, uguale.
  • Conosco una famiglia che ha dovuto rinunciare e cedere uno dei due cani, perché hanno dei bimbi in casa traumatizzati dalle continue risse.

Quando un cane – o una cagna – raggiunge la maturità sessuale, avviene un cambiamento ormonale nel suo corpo: in realtà parlare solo di ormoni è estremamente riduttivo, cambia la percezione delle cose, la visione delle risorse (proprietario incluso), la gestione delle distanze e tanto altro. Questi cambiamenti sono individuali (cioè possono riguardare solo quel cane), tendenzialmente caratteristici di quella razza (perché influenzati dalla selezione genetica), oppure specie-specifici (cioè che accadono a tutti i cani)…ma anche tutte e tre queste cose!

Capite perché mi rammarico quando vedo annunci di quel tipo: come si può anche solo lontanamente pensare che se un cane a 6 mesi di vita va d’accordo con tutti, maschi/femmine, grandi/piccoli, gatti/uccelli/canarini etc., questa caratteristica sicuramente perdurerà nel tempo?

Eppure c’è ancora una grande resistenza davanti a questo argomento: i volontari dei canili si tappano le orecchie (poi però quando i cani vengono riportati indietro chi se l’assume la responsabilità?), gli addestratori di cani da assistenza tipo Retriever fanno finta di nulla (“mi scusi ma usate anche i maschi?” – “Certamente!” – “E quando crescono come fate? Se incontrano un altro maschio per la strada che succede?” – “Niente, li castriamo a 9 mesi!”. Ah bè, allora apposto!) e i proprietari cascano dalle nuvole (“ma io pensavo/credevo/mi avevano garantito che sarebbero andati d’accordo). Ma chi? Ma dove? Ma quando? Ma in che vita qualcuno può garantire che due esseri senzienti che non sono nemmeno parenti né sono cresciuti insieme, andranno d’accordo per sempre?!

Dunque il mio cane ha un problema di aggressività intraspecifica? Non è detto in realtà. Può darsi benissimo che fuori dal contesto casalingo, il cane non senta il bisogno con gli altri individui che incontra di affermare il suo ruolo nella società (e dunque – ahimè – di dover spesso e volentieri “discutere”).

Dunque il mio cane è dominante? Ma che diamine vuol dire questa parola, l’abbiamo deciso finalmente? Perché io non l’ho ancora capito. Se dominante vuol dire che il mio è un cane disponibile a discutere per mantenere le sue risorse, allora sì, forse lo è. Eppure con il carlino dei vicini di casa non si comporta così…e ora che ci ripenso nemmeno con il barboncino della zia Patty (e sai se è un rompip**** quel cagnetto!).

Dunque il mio cane è pazzo? No, niente di tutto questo.

  • Prendiamo atto che…”ok Houston, abbiamo un problema” (credetemi, è già qualcosa).
  • Ci rivolgiamo ad un educatore/istruttore cinofilo (meglio sarebbe una persona esperta in riabilitazione), il quale ci farà un sacco di domande alle quali molto probabilmente non sapremo rispondere.
  • Se le zuffe sono davvero gravi, ci suggerirà di recarci da un Medico Veterinario Comportamentalista con il quale molto probabilmente collabora, per esclude una patologia organica e/o comportamentale.
  • Escluso ciò, cercherà di capire quali sono i motivi che portano alle baruffe; ci vorrà un po’ di tempo, pazienza e lavoro, ma vi spiegherà che è l’unico modo per trovare una soluzione a lungo termine.
  • Quasi sicuramente lavorerà su un protocollo di reinserimento graduale, specifico per quei due cani e i contesti che hanno portato alla rissa: prima all’esterno – in un contesto neutro – e poi, se tutto va bene, in casa.

E se questo non avviene? Le alternative sono tre (vedi elenco sopra). Se non altro potrete dire di averci provato. Se vi par poco!

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