Castrare e sterilizzare: sì, no, forse.

Castrare e sterilizzare: sì, no, forse.

Riflettevo in questi giorni di festa su quale potesse essere un argomento su cui scrivere un articolo interessante per i lettori e proprio ieri – giorno del mio compleanno – una conoscente ha ben pensato di “regalarmi” uno spunto; lo metto tra virgolette perché, in realtà, ne è nata una discussione al limite del litigio. Mi è arrivato un messaggio privato tramite il social network Instagram con un video dal quale si evinceva che 4 cuccioli di meticcio simil-segugio cercavano casa. Premetto che ho abbastanza confidenza con la persona che me li ha inviati, la quale proviene dal mondo dell’ippica e si è avvicinata a quello cinofilo soltanto di recente. E’ bastata una mia sarcastica battuta (“ma sterilizzarli ‘sti benedetti cani no eeeeh?!”) a scatenare un putiferio senza fine.

E’ da quando ho memoria che la sterilizzazione e la castrazione nel cane dividono il mondo cinofilo (e parlo sia di proprietari che di addetti ai lavori) tra sostenitori e oppositori di questa pratica. Il motivo è dato dal fatto che dagli anni ’70 fino a recenti studi usciti questa primavera, il mondo scientifico non ha mai smesso di interrogarsi su quale possa essere il rapporto costo/beneficio di questa scelta. Le risposte sono state le più svariate (da prima sembravano maggiori i costi, subito dopo i benefici, poi di nuovo i costi…e così via, un’altalenanza che neanche la politica), io personalmente la mia risposta me la sono data ed è questa:

Per quale motivo voglio castrare (o sterilizzare) il mio cane?

PER MOTIVI MEDICI? Su questi non mi soffermerò in quanto non sono un Veterinario e non trovo professionale che un educatore / istruttore / addestratore si permetta di dare consigli su un campo per il quale non ha sufficienti competenze. Mi limito a pensare che se anche solo per un momento avete pensato che il vostro Vet vi stesse dando questo suggerimento solo per interesse economico, bè forse è arrivato il momento di guardarsi in giro. Un medico DEVE sapere in base al sesso, alla razza, alla taglia, al peso, all’anamnesi, alla diagnosi e – in generale – ai motivi per cui il proprietario ha richiesto informazioni su questa pratica, quali sono i pro e i contro per QUELLO specifico cane. Se non è in grado di fare delle valutazioni in questo senso e di consigliare al meglio il proprietario, per me non è un bravo medico.

PER MOTIVI LEGATI ALLA PREVENZIONE? Su questo argomento sono abbastanza drastica: ci sono troppi cani nei canili per pensare di poter continuare a vivere come nel Medioevo. Mi odieranno i cosiddetti “naturalisti” e me ne farò una ragione, ma se penso a tutto il denaro che viene speso per mantenere i cani nei canili spesso purtroppo A VITA e quanto di questo potrebbe essere speso per la cultura, l’informazione, la prevenzione in campo cinofilo, scusate, ma proprio non ce la posso fare. Chi mi conosce sa che prima di Obelix (cane di razza che ho preso per uno specifico lavoro), ho sempre avuto meticci, sono cresciuta solo ed esclusivamente con meticci. Ma non possiamo non sottolineare che per evitare incidienti legati all’accoppiamento è veramente necessario un controllo e un impegno che la stragrande maggioranza dei proprietari di cani non riescono a garantire. Ho conosciuto e voluto bene a cagne lanciatesi dalla finestra per accoppiarsi, cagne che sono morte in auto durante una disperata corsa dal Veterinario per colpa di una piometra fulminante, cani tornati a casa in fin di vita per aver combattuto con branchi di cani inselvatichiti per una femmina. Cose che nel 2019 reputo inaccettabili in una società che si considera moderna e pet friendly come la nostra.

PER MOTIVI LEGATI AL COMPORTAMENTO? E su questo argomento potremmo aprire un dibattito infinito. Ho sentito di tutto in questo senso. Cagne e cani lasciati interi “perché sennò gli si rammollisce il carattere” (di solito è l’addestratore vecchia scuola che te lo dice), “perché mi dispiace se sente male” (risposta tipica dei pastori e dei cacciatori, quando magari li addestrano con il collare elettrico), perché la natura deve fare il suo corso (la proprietaria del chihuahua col cappottino rosa), “perché se lo sterilizzi o lo castri prima della maturità sessuale non diventa aggressivo” (ma chi lo decide che il comportamento aggressivo è sempre causato dagli ormoni?!?!)…e mi fermerò qui perché penso di aver dato un quadro abbastanza completo del fenomeno.

La realtà è che ad oggi è impossibile distinguere la castrazione (o sterilizzazione) in termini prettamente clinici dall’evento della castrazione (o sterilizzazione), intesa come esperienza.

  • Come facciamo a sapere se è il quadro ormonale (ovvero l’aspetto organico) ad aver cambiato il comportamento del cane o semplicemente l’esperienza dell’operazione?
  • Come facciamo a sapere – nei casi in cui l’operazione avviene in tarda età – se è quest’ultima il reale motivo del cambiamento o la naturale modifica del carattere dovuta all’età anagrafica?
  • Come facciamo a sapere – nei test dov’è il proprietario a rendicontare il risultato – che le sue risposte sono oggettive?
  • Come facciamo a sapere – nei risultati non quantificabili oggettivamente (ad es. aggressività, ansia, agitazione) – che le statistiche sono veritiere?

Recentemente ho partecipato ad un seminario dove la relatrice dichiarava che l’ultima ricerca su questo argomento (Maggio 2018) ha dimostrato che più precoce è la castrazione/sterilizzazione e maggiori saranno le problematiche caratteriali. Gli unici due comportamenti che deviano da questo risultato sono la diminuzione degli ululati quando il cane viene lasciato in casa da solo e la diminuzione delle marcature territoriali attraverso la minzione (oggettivamente dimostrabili, in quanto vocalizzi e urina possono essere conteggiati numericamente a differenza di altri comportamenti).

Al di là delle ricerche scientifiche – ampiamente condizionate da tantissimi fattori – è importante farsi consigliare per il nostro singolo caso da una persona esperta in materia, un professionista obiettivo e competente (anche più d’uno eventualmente) – senza condizionamenti esterni da parte di chi parla solo per sentito dire!

Ah, dimenticavo! Volete sapere com’è finita la conversazione con la mia conoscente? Malissimo. Si è giustificata dicendo che il proprietario della cagna (suo suocero) è un pastore all’antica che non si abitua proprio all’idea dell’operazione, nonostante lei insista ormai da diversi mesi. Nessun riferimento al fatto che la parcella del Veterinario – per un cane di taglia media – si aggiri qui in Toscana intorno ai 300-350€? A me personalmente è rimasto il dubbio, ai posteri l’ardua sentenza.

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